Eco-femminismo e società del Benessere

Ogni volta che si parla di femminismo in politica, ci si scontra con l’opinione diffusa e radicata che una politica femminista sia di per sé settaria e limitata, che si orienti in una prospettiva di tutela del solo mondo femminile e che sia, in quanto tale, pregiudizialmente ostile agli uomini. Niente di più falso. Una politica autenticamente femminista, nella versione eco-femminista in cui ci riconosciamo, è un progetto radicalmente innovativo che vuole offrire a donne e uomini la possibilità di vivere in un pianeta in cui le persone condividano equamente le risorse, costruendo una convivenza solidale e pacifica, indipendentemente dal genere, dalla razza o dall’orientamento sessuale.

Noi donne che ci riconosciamo negli ideali che animano Iniziativa Femminista riteniamo che un’inversione di rotta non sia più procrastinabile perché le politiche portate avanti nel nostro paese e in tutto il mondo in questi ultimi anni hanno condotto il mondo sull’orlo dell’autodistruzione. Cosa significa cercare di portare la prospettiva eco-femminista nella politica? Significa indubbiamente mettere al centro con forza tutte le questioni di disuguaglianza e discriminazione nei confronti delle donne, ma non significa limitarsi a questo. Significa proporre una visione del mondo e della politica che affronti tutti i temi della vita e del benessere delle persone, benessere che è un concetto ben più ampio delle cifre del Prodotto Interno Lordo. Significa desiderio di ricercare e costruire un mondo più giusto per tutte e tutti, nel superamento delle gerarchie disumanizzanti che ci tengono in scacco in meccanismi di violenza, controllo e sopraffazione.

Per questo motivo proponiamo la traduzione di alcuni punti fondamentali di un discorso tenuto pochi giorni fa dalla Prima Ministra scozzese, Nicola Sturgeon. Nelle sue parole idee e pratica politica sono collegate con chiarezza e con passione e lasciano intravedere la possibilità concreta di un’inversione di tendenza che sposti il centro d’interesse dal PIL a quella che lei definisce la Società del Benessere.

 

Dalle parole della Prima Ministra scozzese Nicola Sturgeon:

  1. Quello che scegliamo di misurare come paese è fondamentale perché guida la politica.
  2. Il PIL misura solo il risultato del lavoro, ma non dice niente della natura di quel lavoro. Valuta il risultato indipendentemente dall’impatto che ha sulla sostenibilità a lungo termine.
  3. È necessaria una definizione molto più ampia di quello che significa ‘avere successo’ come paese. Non si può ignorare il cambiamento climatico, non si possono ignorare le diseguaglianze e l’invecchiamento della popolazione.
  4. È per questo motivo che nel 2018 la Scozia ha proposto un nuovo approccio all’Economia: l’economia del benessere al posto dell’economia del PIL. L’obiettivo dovrebbe essere il Benessere Collettivo, non più la misura del PIL.
  5. La domanda che ci guida dovrebbe essere: ‘cosa importa realmente nelle nostre vite?’ O ‘che tipo di società vogliamo costruire?’
  6. Porci queste domande aiuterebbe a superare la disaffezione per la politica che è prevalente nei paesi sviluppati.
  7. Gli indicatori da tenere presenti sono la felicità dei bambini, l’accesso agli spazi verdi, la possibilità di avere una casa, nessuno dei quali viene preso in considerazione nelle statistiche relative al PIL.
  8. I paesi che fanno parte del network della ‘politica del benessere’ (Islanda, Nuova Zelanda e Scozia) sono guidati da donne.
  9. Esempi di scelte fatte in Islanda: cura dei bambini, uguaglianza salariale, congedi parentali per i padri.
  10. L’obiettivo principale deve essere quello di creare una società che sta bene (healthy) piuttosto che una società ricca (wealthy)

 

Qui trovate il video originale dell’intervento di Nicola Sturgeon:

https://www.ted.com/talks/nicola_sturgeon_why_governments_should_prioritize_well_being